Martedì 19 Agosto 2008 a Pechino è stata la giornata di Filippo Campioli, uno dei pochi italiani che ha avuto accesso ad una finale ai Giochi della XXIX Olimpiade, e che per un intero giorno, ha sentito il peso è la responsabilità di cercare di strappare un risultato importante o di sfiorare il podio, anche se tra lui è i suoi sogni c’era il meglio del salto in alto mondiale.

Ogni gara di salto in alto fa storia a se, certe volte sì riesce a toccare il cielo con un dito altre volte si riesce solo a sfiorarlo. Nella finale Olimpica Filippo Campioli ha dovuto accontentarsi di un decimo posto, ma è un risultato fatto tra i migliori atleti con i russi Rybakov e Silnov a giocarsi il podio con lo svedese Holm su misure superiori ai 2 metri e 36.
Forse la finale Olimpica è stata un traguardo fin troppo appagante per il giovane atleta allenato da Giuliano Corradi, che vedendosi attorniato da questi mostri sacri della specialità mondiale sì è lasciato andare più del dovuto. Il suo tecnico Giuliano Corradi, rimasto a Modena senza poter assistere il suo atleta come invece ha fatto la maggior parte dei tecnici degli altri atleti presenti a questa finale, si aspettava di più dal suo allievo, ma giudica molto positiva questa trasferta Olimpica, in particolare, ci ha commentato il professor Corradi, “ l’accesso per gli italiani in una finale di salto in alto Olimpica è sempre stato uno scoglio molto duro da superare, peccato per il fatto che non abbia superato i 2 metri e 25, ma anche facendo 2 e 29 non avrebbe cambiato più di tanto sarebbe rimasto se non al decimo posto, al nono o al massimo al ottavo posto.
Campioli commentando la sua gara ha qualche rammarico per aver sbagliato di un soffio i 2 metri e 25, in pratica, ha fallito la misura per aver richiamato troppo tardi i polpacci nel momento del valicamento dell’asticella, ma nella sua voce non c’è il rammarico di una sconfitta, anzi, c’è tutta la gioia di chi ha vissuto intensamente un’esperienza che lo ha segnato positivamente per il resto della sua vita.
Ti sei sentito un po’ appagato dal fatto di aver agguantato una finale Olimpica?
La mia è stata un’esperienza abbastanza positiva e mi ritengo soddisfatto, naturalmente, se riuscivo a superare una quota superiore sarebbe stato meglio.
Sei arrivato stanco a questa finale?Oggi a livello fisico stavo bene, ma come condizione nervosa ero un po’ scarico, ho iniziato a sentire questo già dal riscaldamento, ho cercato di correre saltare per scrollarmi di dosso questa sensazione, ma non è servito.
Poi cosa è successo?A 2 metri e 25 ho iniziato a sentire una certa stanchezza, gareggiare con questi grandi come Silnov e Rybakov è stato bellissimo, andare in finale alle Olimpiadi è una cosa meravigliosa, anche se superare la prima prova che vedeva quaranta atleti per dodici posti di finale è stata molto dura.
Con un sorriso tra le labbra Filippo Campioli chiude la sua avventura mentre il russo, Andrew Silnov non pago di aver già vinto la gara di salto in alto sbaglia i 2 metri e 42 allo stesso modo in cui Campioli aveva sbagliato i 2 e 25, richiamando tardi i polpacci a salto gia effettuato, mentre poco più in là, la russa Irina Isinbayeva, regina incontrastata del salto con l’asta, è premiata tra e lacrime e la gioia di aver vinto un oro con un record mondiale a 5 metri e 05, questo solo per dare il senso e la misura dell’atmosfera in cui sì è ritrovato immerso il giovane ragazzo di Bastiglia.
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