La Fratellanza 1874

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Ultime Notizie Maratona Olimpica. Baldini conclude a testa alta

Maratona Olimpica. Baldini conclude a testa alta

E-mail Stampa PDF

Sono passati quattro anni da quando Stefano Baldini ha conquistato il titolo Olimpico nella storica maratona di Atene. Nell’ultimo anno, numerosi problemi gli hanno negato di preparare serenamente la gara che per lui doveva essere la sua grand’uscita di scena.

 

Alla partenza della maratona Olimpica di Pechino, nascosto dal gruppo, l’azzurro si è avviato lungo i quarantadue chilometri che lo separavano dalla fine del suo lungo cammino Olimpico iniziato venti anni prima.

 

La cronaca della gara ha visto il gruppo dei 98 atleti, muoversi nei primi chilometri come uno sciame che poco a poco si allungava mano a mano che i maratoneti si staccavano dai battistrada.

E’ stato di 14’52” il passaggio ai primi 5 km, dietro a 50 secondi seguiva Baldini, il ritmo dei battistrada era di fatti improponibile per gli italiani (Baldini, Pertile e Andriani), il gruppo dei primi formato dai keniani eritrei marocchini e etiopi, ha deciso per una gara dura, il successivo passaggio ai diecimila metri è avvenuto dopo 29’25” gli africani non volevano rischiare ed hanno fatto subito una selezione durissima che ha lasciato spazio solo ad una decina di contendenti, a turno i keniani si sono alternati a tirare con delle autentiche frustate che hanno fatto cedere ad uno ad uno i pochi temerari non africani, come lo spagnolo Martinez, che avevano osato tenere il ritmo dei primi, e che pagherà duramente negli ultimi chilometri.

Tra i battistrada, una vecchia conoscenza di Baldini, il marocchino Gharib che dopo la sconfitta d’Atene era ancora lì a tentare di strappare un risultato importante, mentre i sogni di medaglia per Stefano Baldini già dal 20° chilometro apparivano irrealizzabili, infatti, rispetto ai primi siglava un distacco di 2’34”, ma l’italiano giudiziosamente ha tenuto il suo ritmo, il suo obiettivo a questi Giochi dopo tanti infortuni era di concludere con onore la gara.

Alla mezza maratona l’eritreo Kifle guidava il gruppo di testa in 1 ora 2 minuti e 34” è uno dei passaggi più veloci di sempre per una maratona Olimpica ma la gara inizia a delinearsi al fatidico 30° chilometro quando la maratona si fa più dura, qui rimangono l’etiope Merga il keniano Wansiru e il marocchino Gharib mentre il keniano Martin Lel, vincitore varie volte della maratona di New York e di quella di Londra si stacca, è il momento in cui Baldini riesce a ritornare un po’ sotto passando dalla 34ª alla 17ª posizione.

L’epilogo vede negli ultimi chilometri il keniano ventunenne Wansiru staccare tutti e involarsi verso il National Stadium, è il primo keniano a vincere la medaglia d’oro nella storia della maratona Olimpica, il crono di 2 ore 06 minuti e 33 secondi è il nuovo record Olimpico, dietro di lui il marocchino Gharib che a 36 anni conquista un argento pesante, Baldini è a circa due chilometri più indietro mentre l’eritreo Kebede in forte rimonta, supera il connazionale Kifle, che ormai in crisi vive il dramma di vedersi portare via la medaglia di bronzo, quando è ormai all’interno dello stadio dopo 42 chilometri a  cento metri dalla fine della maratona.

Il primo europeo è lo svizzero Victor Rothlin, Stefano Baldini, entra nello stadio con grinta e con dignità chiudendo al 12° posto, primo degli italiani, in una gara terminata con intelligenza senza mai cercare di andare al di là dei suoi attuali limiti, correndo in 2.13’25” secondo degli europei.

A conti fatti le paure del clima torrido e della forte umidità, sembrano delle scuse per nascondere le mancanze del nostro sport, la vittoria del keniano di 21 anni Wansiru segnano una svolta, un cambiamento, che il professor Luciano Gigliotti aveva già notato negli ultimi anni, la maratona non è più una gara fatta per atleti di grand’esperienza, non è più una gara dove centellinare le energie dove bisogna partire piano per finire forte, ormai la maratona è arrivata ad essere quasi una continuazione delle gare su pista, con ritmi elevati, dove per vincere si parte forte e si mantiene il ritmo fino a finire in certi casi anche al fotofinish.

Il commento di Stefano Baldini a questa gara è sereno le sue parole sono improntate ad una sincerità di chi è da sempre abituato a misurarsi con la fatica: Il cuore c’è sempre, avrei voluto correre meglio ma sono stato condizionato da mille problemi, è stata una gara dura ma il mondo della maratona ha cambiato ritmo. Questa è la mia ultima nazionale è la mia ultima maratona, è sembrato giusto chiudere la mia carriera internazionale con una maratona Olimpica, in questi venti anni d’allenamenti ad alto livello, ho cercato sempre di dimostrare che con il sacrificio e allenandosi in modo pulito si possono ottenere tanti risultati, spero di rimanere nel mondo dello sport che tanto mi ha dato e a cui tanto voglio ancora dare” .

Così con il groppo in gola, lo sport italiano vede uscire di scena un grande atleta, che conclude in maniera più che dignitosa una brillante carriera agonistica. Un’atleta, autore di una  pagina importante della storia della nostro movimento sportivo, che lascia un vuoto che al momento è incolmabile

Ultimo aggiornamento Domenica 30 Novembre 2008 18:17  

FOTO CORRIDA 2010

CORRIDA 2010

Classifiche 36ª Corrida

DI SAN GEMINIANO

Translate

English French German Italian Portuguese Russian Spanish

Iscriviti alla nostra NewsLetter

Fratellanza


Ricevi HTML?

Banner

Wikio

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Partner Fratellanza 1874
Banner
Lazzarini_Serra-4x100.jpg

Statistiche

Utenti : 2
Contenuti : 256
Tot. visite contenuti : 258529

Cerca

Chi è online

 18 visitatori online