
La vittoria dell'edizione 2010 e andata a Gloria Marconi la toscana che da anni ormai corre in Emilia innamorata di questa terra e della città di Modena. La Corrida di San Geminiano per Gloria è un appuntamento speciale, alla sua terza vittoria l'atleta azzurra che da qualche anno è in forza alla Corradini Excelsior Rubiera oggi ci ha confidato che avrebbe corso anche con mezzo metro di neve.
Gloria sei alla tua terza vittoria su otto edizioni della Corrida proprio non riesci a stare senza Modena.
Vincere per la terza volta la Corrida è stato bellissimo, anche se quest'anno ho avuto grossi problemi per allenarmi, non sono riuscita ad ottimizzare la mia preparazione, ma volevo esserci e poi alla fine se si vince va sempre bene.
Problemi con le temperature non proprio primaverili?
Il freddo mi ha fatto andare piano, come tutti del resto, ma dopo che mi sono ritrovata sola, dopo l'ottavo chilometro, ho provato a rilassarmi un po' anche se ogni tanto mi giravo indietro a guardare, memore di quello che mi successe nel 2003.
Quando l'ugandese Docus Inzikuru ti soffio il gradino più alto del podio per un centimetro.
Si ho imparato da allora a girarmi indietro, specie sul traguardo, per non ripetere lo stesso errore di quella volta, quell'anno avevo fatto una bella gara, perderla cosi sul finale mi ha un pò segnato.
Oggi alle tue spalle hai messo un'ottima mezzofondista che è in forte crescita, Maria Vittoria Fontanesi, te lo aspettavi?
Mi sarei aspettata di trovare la mia compagna di squadra Daniela Paterlini, non credo che abbia sottovalutato la Fontanesi, entrambe io e Daniela rendiamo molto onore ai nostri avversari senza sottovalutarli.
Tornerai presto a Modena?
Certo amo correre in questa terra la gente ti ama ed è molto calorosa, potrebbe sembrare la solita cosa scontata che si dice dopo aver vinto una gara, ma dalla mia ho che gareggio per una società emiliana e ben otto edizioni della Corrida sempre a podio tra le prime sei, se non è amore questo!
Maria Vittoria Fontanesi è stata un po' l'outsider di questa edizione, certo ci sì aspettava una bella gara da lei ma non che mettesse alle sue spalle una specialista come la Paterlini.
Te lo aspettavi di arrivare seconda in un'edizione della Corrida tu che vieni dal mezzofondo veloce?
Mi sto allenando bene, quest'anno punto a fare il minimo per gli europei, il lavoro fatto con Renzo Finelli inizia a pagare, sono partita abbastanza forte ed ho cercato di tenere il ritmo, a metà gara sono riuscita a prendere la Paterlini che mi era sempre distante una ventina di metri poi quando ho visto che all'ultimo cavalcavia faticava ho cercato di distanziarla.
Quando hai capito che l'argento di questa edizione era tuo?
A tre chilometri dalla fine, quando ho attaccato, e la Paterlini sì è staccata, ho continuato con la mia progressione e mi sono goduta questo traguardo.

Antonio Santi il protagonista di Vancouver della corsa sulle Ciaspole, primo atleta modenese a varcare il traguardo, 11° assoluto, è stato festeggiato su tutto il percorso dalla gente che in continuazione lo acclamava più dei primi tre.
Antonio raccontaci la tua Corrida? Le condizioni della gara non erano ottimali, il vento freddo è l'acqua che bagnava le gambe non facevano correre bene ma come me un po' tutti siamo stati penalizzati, ho provato a risparmiarmi, anche se poi sono passato al primo chilometro in 2'50".
Il dopo Olimpiadi?
Mi sento molto appagato mentalmente, anche se sto bene fisicamente, oggi sono riuscito a correre forte nonostante stia preparando la maratona, voglio fare quella di Padova il 25 Aprile.
Come atleta sei molto poliedrico, raccontaci quale può essere la tua collocazione, le ciaspole le sabbie del deserto o la maratona?
Vado a sensazioni, dove mi porta il cuore, mi piace aiutare il mio club La Fratellanza, come anche il movimento dell'atletica, correre sulle Ciaspole e quasi avventuroso come correre nel deserto, mentre la maratona è più tecnica, bisogna costruirla, ma in fondo hanno in comune che sono sport poveri, cioè alla portata di tutti, possono essere praticati senza dovere investire finanziariamente molto, forse è per questo che poi grandi sponsor non se ne trovano.
Spiegaci questo passaggio?
Per correre sulle Ciaspole non si devono comprare grosse giacche invernali o sci tecnici, lo stesso vale per correre, sono uno sport e non un gioco, come il calcio o la pallavolo, quindi lontano dai grandi business.
La cosa che ti è piaciuta di più in questa edizione? Che tutti sul percorso mi acclamavano anche se non si ricordavano il mio nome dicevano e quello delle Ciaspole che ha vinto in Canada, perfino i tanti stranieri che ormai vivono da anni qui a Modena mi acclamavano come Santi, quello delle Ciaspole.






